il diario degli errori

23.08.2021

Quanto siamo bravi a prenderci la colpa? 

Quanto bisogno c'è di fare errori?

Curiosando in libreria, mi è capitato tra le mani questo piccolo libro che consiglio: "IL DONO DELL'ERRORE" di Anita Trinlé, monaca buddhista occidentale, dove spiega come ogni errore è un modo per imparare e progredire, purché lo accogliamo con benevolenza e non fustigazione, senza lasciarci intrappolare dai giudizi, ma come arricchimento. 

Così, mi sono domandato cosa significasse per me fare un errore; o meglio ancora avermi fatto notare di fare un'errore. 

Ammetto che ho sempre avuto una gestione difficile con gli sbagli, scontrandomi con altri o con me stesso, deresponsalizzandomi e trovando giustificazioni esterne. 

A volte, invece, la frustrazione dello sbaglio è talmente insita che ci provoca paure, blocchi e addirittura fallimento, rischiando di renderci incapaci di vivere le nostre potenzialità.

Ma il detto "Nessuno nasce imparato" è talmente semplice quanto chiaro: nessuno di noi ha la capacità di poter conoscere senza imparare. E imparando non si commettono errori, ma semplicemente si viene resi edotti a capire e consapevolizzare uno sbaglio per avere maggior conoscenza, ricavando dall'errore stesso un modo per poter risolvere ed andare avanti in maniera più giusta e corretta. 

E questo non vale solamente dall'errore dovuto ad una distrazione, ma da un errore mentale al quale ci aggrappiamo: se sin da bambini ci sentiamo dire che si è maldestri, probabilmente cresceremo con la paura di muoverci in libertà con il rischio di rompere qualcosa; ma se invece di pensare di non avere quel tipo di capacità si inizia a riflettere di come posso ridurlo, ecco che tutto diventa più facile, in quanto non preoccupati della conseguenza, ma semplicemente più responsabili e attenti in ciò che stiamo facendo. 

E la Natura che contesto ha negli errori? Essere in un posto in cui nulla è perfetto, ma semplicemente naturale, creato per essere nel posto giusto, porta a un riequilibrio mentale per essere liberi di ciò che si è, ragionando che i primi muri da abbattere per essere migliori da ciò che pensiamo di non saper fare, siamo noi stessi, imparando ad avere tempo ed esperienza. 

Ad esempio, un albero che esaurisce tutta l'acqua ricevuta dalle piogge, senza considerare la possibilità di una siccità futura, sbagliando imparerà a conservarne per periodi difficili. 

A volte, da un errore si fanno grandi scoperte, come la penicillina o l'invenzione dei pneumatici (e del Negroni Sbagliato aggiungerei)

Se impariamo questo, riusciremo ad avere un grande potere; citando un famoso supereroe, da grandi poteri, derivano grandi responsabilità.

 In questo caso la responsabilità è verso noi stessi e di ciò che vogliamo essere per noi e per gli altri, diventando un insegnamento per chi incrociamo nella nostra vita, cogliendo le possibilità che ci vengono date.