Questo dolore un giorno ti sarà utile

11.01.2022

Perché proviamo dolore? Cosa si può fare per consapevolizzarlo? 

Ho scelto questo titolo tratto da un libro  di Peter Cameron, che ho di recente ripreso in mano, regalatomi anni fa da un caro amico, e che se vi capita, ne consiglio la lettura. 


Ma la ragione che mi ha spinto a scrivere questo titolo non riguarda in realtà il contenuto del libro, ma la ragione del perché proviamo dolore. E aggiungerei che lo replichiamo ad altri. 


Sì, so che suona abbastanza male l'idea di pensare che oltre a provare dolore, involontariamente lo provochiamo. Io stesso appena ho letto queste parole nel libro "La mappa delle emozioni" ne sono rimasto amaramente sorpreso; ma ripensando al significato di replica, c'è una semplice chiarezza. 

Come esseri umani, che ci piaccia o meno, sin dalla nascita proviamo e sviluppiamo emozioni, fino a formare il nostro carattere. Tra le emozioni base troviamo la rabbia, che non è nient'altro provocata dal dolore stesso, nonostante si pensi che dolore e rabbia non siano sullo stesso livello. 

Ma per chiarire il collegamento, se urtiamo con il mignolo lo spigolo di un mobile, proviamo dolore e tentiamo di prendercela con l'oggetto che lo ha provocato, rispondendo con rabbia verso quel male che abbiamo sentito. 

Quando ci arrabbiamo verso qualcuno è perché ci sentiamo giudicati, irritati e delusi da quella persona, finché non sfocia in rabbia, proprio perché siamo stati colpiti dove ci fa più male. 

E la replica? Come ho detto spesso è involontaria. Ma immaginiamo per un secondo quando ci siamo arrabbiati l'ultima volta, e quanto il nostro umore non fosse dei migliori; probabilmente, se qualcuno attorno a noi era presente, avrebbe potuto sentire la percezione di quel malessere, e quasi sicuramente accusarne le conseguenze sulla propria persona, che involontariamente subisce un castigo non programmato. 

Ma niente paura, siamo umani e può succedere. Come fortunatamente avviene la replica anche nella bellezza, nella gioia e nella generosità. 

Ma qualcosa possiamo fare: ecco perché il dolore (e la rabbia) ci conviene ricordarle, evitando di cadere nella stessa e continuativa trappola. Ovviamente non possiamo cancellare un'emozione, e neanche ci conviene; ma possiamo modificarne la grandezza, riducendolo nei minimi termini.

Ecco perché quando siamo arrabbiati e feriti o dobbiamo affrontare una discussione, la Natura e l'aria aperta ci offrono un'opportunità migliore per diminuire il peso di qualcosa che dentro quattro mura diventa estremamente più complicato da risolvere. 

Quindi sì, continuate a provare anche rabbia e dolore, ma rendetela utile e portatela con voi a fare quattro passi con Madre Terra, e trasformate qualcosa di insopportabile in un'opportunità per voi stessi.