La rana e lo scorpione

02.08.2021

Esopo, antico scrittore Greco, noto soprattutto per le sue favole, ci racconta la storia della rana e dello scorpione, e di quanto l'istinto sia presente in noi. 

Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: 

"Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." 

La rana gli rispose 

"Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!"

"E per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!" 

La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.

Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. 

"Perché sono uno scorpione..." rispose lui "È la mia natura!" 

Esopo in questa breve favola fa capire in poche parole, quanto sia importante l'essere fedele a sé stessi. Seppur crudele, pensare che nessuno dei due sopravviverà, il messaggio è chiaro: Ognuno di noi ha un proprio pensiero e una propria individualità; spesso si riesce a trovare un punto d'incontro, un compromesso, ma il nostro modo di essere, di esprimersi, significando chi siamo e chi scegliamo di essere, afferma le nostre possibilità nella vita, permettendoci di essere aperti ad un dialogo di ascolto verso il prossimo, ma consapevoli che non sempre ciò che ci aspettiamo dagli altri è ciò che avremmo voluto sentirci dire, in quanto uno degli insegnamenti che possiamo ricevere e trasmettere, è che ognuno di noi, nel momento in cui dobbiamo prendere decisioni davvero importanti, mostriamo al mondo, ciò che è la nostra Natura.  Per cui possiamo decidere, almeno per noi stessi, di poter dimostrare chi siamo veramente solo nel momento del bisogno, oppure giocare a carte scoperte, senza giudicarsi di chi siamo. 

Diamo sempre possibilità aprendo il cuore a chi abbiamo davanti, ma mantenendo integro il nostro pensiero, sapendo che difficilmente alcuni aspetti di cui sentiamo "campanelli d'allarme" possano cambiare. 

Impariamo ad ascoltare ed ascoltarci

Simone Durante