Stavamo meglio quando stavamo peggio

22.03.2022

La tecnologia, come tutte le cose ha i suoi pro e i suoi contro. Ma ogni epoca non può essere paragonata a quella precedente. 

L'altro giorno mi è capitato di ascoltare una conversazione in un tavolo vicino a me mentre stavo facendo una gustosa colazione. 

I due soggetti in questione potevano essere circa due miei coetanei, figli degli anni '80, proprio come me; l'argomento di cui stavano parlando erano dei tempi che cambiano, e di quanto siano stati fortunati ad essere nati in anni in cui si può conoscere bene la tecnologia ma senza esserne schiavi rispetto gli adolescenti di oggi. 

Inizialmente anche io mi sono trovato d'accordo in questo discorso di cui io non ero invitato, ma che ascoltavo da spettatore non invitato; ma per un momento mi sono messo nei miei panni di sedicenne e ho cercato di ricordare come fosse la mia vita: scuola, videogiochi, libri, videogiochi, amici, videogiochi, tv, videogiochi

E ricordando il mio passato tecnologico, fatto di consolle, playstation e svariati giochi elettronici, mi sono venute in mente le parole di persone adulte attorno a me; partendo dai miei genitori, sino al vicino di casa, piuttosto che l'anziana signora sull'autobus ritornando dalla scuola. 

Perché noi, figli di una tecnologia che avrebbe aperto le porte a ciò che vediamo ora, eravamo visti con un occhio critico da chi prima di noi non aveva avuto questi strumenti di svago. 

E quindi mi sono domandato: quante volte nella storia il passato si ripete? Quante vite temporali prima di quella vissuta era migliore agli occhi di chi arrivava precedentemente? 

Intendiamoci, anche io sono d'accordo che il troppo stroppia, come direbbe Mary Poppins, e che servirebbero regole di tempo per evitare di conoscere solo funzioni facilitate suggerite da uno smartphone o da un pc, rischiando di perdere le capacità di memoria, di scrittura e dell'arte dell'arrangiarsi; ma io stesso, che in passato sono stato "criticato" da chi oggi "critica", sono felice di aver vissuto in quegli anni in cui ad oggi mi è stato permesso di ritrovare un rapporto più a stretto contatto con Natura e libri, ma dove tramite una tecnologia appresa, mi ha permesso di costruirmi autonomamente un sito internet e diversi strumenti a favore di una professione in cui posso spiegare il beneficio di avere il tempo per staccare la spina dalla tecnologia ritrovando noi stessi fuori dagli schemi ai quali siamo abituati. 

Forse anche chi giocava a Campana o a Battaglia Navale, pensava lo stesso da chi è stato criticato, solo che poi, in una sindrome di Peter Pan al contrario, smette di ricordare. 

Insomma, ovviamente cerchiamo di far dare una regolata a questa nuova generazione che saranno quelli che gestiranno questo Mondo dopo di noi, ma ricordando che non necessariamente stavamo peggio quando stavamo meglio.. forse stiamo peggio e meglio alla stessa maniera, esattamente per l'epoca che ci è stata concessa di vivere. 

Quindi, forse potremmo iniziare a pensare al progresso come uno stile di vita, potendo insegnare a chi verrà dopo di noi che la tecnologia non è tutto; che il potere tramite le parole dietro a un social, hanno un peso e un significato, soprattutto se attuo a colpire. Diamogli la storia che abbiamo vissuto e che ci hanno insegnato e tramandato, sapendo l'epoca che viviamo; ma facciamolo con gentilezza, perché chi arriverà dopo, sarà sempre in una dimensione diversa. 

Insegniamo ciò che davvero conta: come a non far scoppiare una guerra nel 2022, ad esempio.