Ti scrivo una lettera per dirti che...

15.03.2022

Ogni volta che prendiamo un foglio e una penna ha un significato ben preciso!

Qualche giorno fa, rovistando tra gli scaffali di un magazzino stipato di oggetti, ricordi ed emozioni, mi sono imbattuto in delle lettere di una persona che non conoscevo, ma legata ad altre persone che io conosco. 

Erano scambi di lettere d'amore, di passione corrisposta, di dichiarazioni fatte di attese, di addii e di ritrovamenti; c'era in quelle parole un sentimento vero. 

Così ho pensato a quando ho scritto l'ultima volta una lettera. 

E la risposta fu immediata: tanto, forse troppo tempo. 

Perché nell'epoca della digitalizzazione, in cui i comunicati lavorativi si fanno via mail, e le dichiarazioni sono su pagine social o messaggi su whatsapp, abbiamo perso l'abitudine di scrivere. Ma ripensando ai tempi in cui ho corrisposto per anni con diverse persone lontane da me, ricordo perfettamente il momento in cui iniziavo a scrivere; o meglio, il momento in cui sceglievi la carta da scrivere e la penna per scrivere; perché dietro a quella lettera c'era un'attesa; nessuno mandava messaggi per avvisarti quando sarebbe stata scritta o quando sarebbe passato il postino. E viceversa per il corrispondente con cui scrivere. 

C'è sempre una storia ad ogni lettera, e non solo per le parole curate che venivano scritte, rendendo quelle parole un peso specifico. C'era cura, c'era ascolto, perché non c'era possibilità di poter sbagliare o essere fraintesi. 

I messaggi fanno parte della nostra vita, ma quante volte cancelliamo e poi riscriviamo qualcosa di diverso a quello che stavamo pensando, oppure scriviamo senza dare un peso specifico alle parole? 

Quindi, il mio consiglio è che qualche volta, riprendiamo in mano carta e penna per rivivere quel momento, restando in ascolto su ciò che vogliamo dire, sapendo che non ci sarà una possibilità di eliminare definitivamente ciò che abbiamo scritto. Perché ciò che scriviamo, resta nel cuore, nell'inchiostro sulle mani e nella nostra mente.